La tracciabilità degli asset è la registrazione univoca e il collegamento digitale del ciclo di vita operativo di ogni bene fisico in azienda, per renderne misurabili posizione, stato, utilizzo e manutenzione. Non è un concetto astratto: è la risposta concreta alla domanda che ogni plant manager si pone almeno una volta a settimana — «dove si trova quell’attrezzatura, chi l’ha presa e quando torna disponibile?»
Il termine tecnico di riferimento nel settore è asset tracking, ma in italiano si parla correttamente di tracciabilità degli asset o monitoraggio dei beni aziendali. La distinzione conta: non si tratta solo di localizzare un oggetto, ma di associare a ogni bene un flusso informativo continuo che copre l’intero ciclo di vita, dall’acquisizione alla dismissione. Standard come il Reg. CE 178/2002 e le norme ISO/UNI pertinenti hanno fissato i principi fondamentali di questo approccio, applicabili ben oltre il settore alimentare per cui erano stati concepiti.
**In pratica, per un responsabile di produzione o logistica, la tracciabilità degli asset significa:
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- Sapere in tempo reale chi ha prelevato un utensile, un DPI o un consumabile
- Collegare ogni prelievo a un reparto, una commessa o un centro di costo
- Avere un audit trail completo per ogni bene, consultabile in caso di controllo o richiamo
- Ricevere alert automatici quando un asset supera la soglia di utilizzo o non viene restituito
Mgtitalia ha costruito il proprio sistema attorno a questo principio: hardware modulare (distributori automatici, locker intelligenti, cabinet) governato dal software proprietario I24Manager, che trasforma ogni prelievo in un dato strutturato e ogni dato in una decisione misurabile.
Indice
- Tracciabilità e rintracciabilità: qual è la differenza concreta?
- Perché la tracciabilità conta per produzione e logistica: benefici e KPI
- Come funziona nella pratica: processi e componenti del sistema
- Quali tecnologie si usano per tracciare gli asset?
- Cosa deve fare il software di tracciabilità: requisiti e integrazioni
- Come si implementa un sistema di tracciabilità: passi, costi e tempi
- Normativa e standard rilevanti in Italia e in Europa
- Errori comuni e best practice operative
- Come Mgtitalia progetta e realizza la tracciabilità degli asset
- Punti chiave
- La tracciabilità come leva strategica per l’industria del futuro
- Mgtitalia per la tracciabilità degli asset in azienda
- Fonti utili e riferimenti normativi
- Domande frequenti
Tracciabilità e rintracciabilità: qual è la differenza concreta?
Sono termini spesso usati come sinonimi, ma descrivono due direzioni opposte dello stesso flusso informativo. La distinzione è operativamente rilevante e influenza come si progetta un sistema.
La tracciabilità è un processo proattivo: associa a ogni flusso fisico di beni un flusso informativo digitale che avanza in parallelo. Quando un operatore preleva un utensile, il sistema registra chi, cosa, quando e per quale commessa. Il dato esiste prima che qualcuno lo chieda. La rintracciabilità, invece, è la capacità di ricostruire a ritroso il percorso di un bene o di un lotto, partendo da un evento (un guasto, un richiamo, un audit) per risalire alla causa. Come chiarisce la letteratura tecnica di settore, tracciabilità e rintracciabilità sono complementari: la prima alimenta la seconda.
Esempio operativo. Un’officina meccanica riceve una segnalazione di non conformità su un lotto di componenti lavorati. Con un sistema di tracciabilità attivo, il responsabile qualità può risalire in pochi minuti a quale macchina ha eseguito la lavorazione, quale operatore era in turno e quali utensili erano in uso. Senza tracciabilità, la stessa operazione richiede ore di ricerca manuale tra fogli di produzione e registri cartacei, con risultati spesso incompleti.
| Dimensione | Tracciabilità | Rintracciabilità |
|---|---|---|
| Direzione del flusso | In avanti (proattiva) | A ritroso (reattiva) |
| Quando si attiva | Continuamente, durante le operazioni | Su richiesta, dopo un evento |
| Scopo principale | Monitoraggio operativo e controllo | Ricostruzione storica e audit |
| Dato generato | Registro continuo di eventi | Percorso ricostruito a posteriori |
| Applicazione tipica | Gestione quotidiana asset e scorte | Richiami, audit, analisi guasti |
Il principio one step back / one step forward, centrale nei documenti GS1 e nelle linee guida di filiera, stabilisce che ogni attore della catena deve conoscere il fornitore diretto e il destinatario diretto di un bene. Applicato agli asset interni, significa che il sistema deve registrare da dove viene un bene e dove va, non solo dove si trova in un dato momento.
Perché la tracciabilità conta per produzione e logistica: benefici e KPI
La tracciabilità degli asset non è un adempimento burocratico. È la base per passare da una gestione «a sensazione» a una gestione guidata da dati reali, con impatti misurabili su costi, sicurezza e qualità. I vantaggi della tracciabilità industriale si distribuiscono su più livelli.
Benefici operativi principali:
- Riduzione degli sprechi di consumabili grazie al controllo dei prelievi per operatore e commessa
- Eliminazione dei furti interni e degli utilizzi impropri di attrezzature condivise
- Manutenzione predittiva basata su dati reali di utilizzo, non su calendari fissi
- Conformità normativa documentata e audit trail sempre disponibile
- Maggiore responsabilizzazione del personale, che sa di operare in un sistema tracciato
- Visibilità sulla supply chain interna, con dati utili per decisioni di acquisto e scorte
I KPI da monitorare per misurare il ritorno di un progetto di tracciabilità includono:
- Tasso di utilizzo asset: percentuale del tempo in cui un bene è effettivamente in uso rispetto alla disponibilità teorica
- MTTR (tempo medio di ripristino): quanto tempo passa tra un guasto e il ripristino operativo
- Tasso di smarrimento: numero di asset non localizzati sul totale del parco gestito
- Consumo per commessa: quantità di materiale prelevato per ogni ordine di produzione
- Frequenza di riordino: numero di ordini automatici generati dal sistema per mantenere le scorte minime
Come evidenziano le analisi sull’asset tracking nelle supply chain, l’integrazione di hardware e software per il monitoraggio in tempo reale consente decisioni dinamiche che un sistema manuale non può supportare. Il ROI di un progetto di tracciabilità si misura principalmente sulla riduzione dei costi indiretti: meno tempo perso a cercare attrezzature, meno sprechi di consumabili, meno fermi macchina per mancanza di utensili.
Come funziona nella pratica: processi e componenti del sistema
Un sistema di tracciabilità degli asset non è un singolo dispositivo. È un flusso operativo che parte dall’identificazione fisica del bene e termina nella reportistica decisionale. I workflow di tracciabilità dei materiali industriali seguono una sequenza logica precisa.
Fasi operative del sistema:
- Identificazione e tagging: ogni asset riceve un identificatore univoco (codice a barre, QR, tag RFID o BLE). Questo è il punto di partenza. Senza un ID univoco, il sistema non esiste.
- Raccolta dati: sensori, lettori o terminali rilevano gli eventi (prelievo, restituzione, spostamento, utilizzo) e li trasmettono al sistema centrale.
- Centralizzazione: i dati confluiscono in un database o in un software gestionale (ERP, MES o piattaforma dedicata come I24Manager), dove vengono strutturati e resi consultabili.
- Regole di business e alert: il sistema applica logiche configurabili: soglie di scorta minima, limiti di prelievo per operatore, allarmi per asset non restituiti entro un tempo definito.
- Reportistica e audit trail: ogni evento è registrato in modo permanente e consultabile. Il responsabile può estrarre report per commessa, reparto, periodo o singolo operatore.
Componenti hardware e software richiesti:
- Tag di identificazione (codici a barre, QR, RFID passivi/attivi, beacon BLE)
- Lettori e gateway per la raccolta dati (fissi o portatili)
- Middleware per la normalizzazione e il trasferimento dei dati
- Software di gestione centralizzata con dashboard KPI
- Integrazione con ERP o MES aziendale per collegare i dati degli asset ai processi produttivi
Checklist per un progetto pilota:
- Definire l’ambito: quali asset tracciare, in quale reparto, con quale granularità
- Scegliere la tecnologia di identificazione adatta all’ambiente (indoor, outdoor, temperatura, umidità)
- Validare la qualità dei dati nelle prime due settimane: tasso di lettura, errori, dati mancanti
- Misurare i KPI baseline prima del go-live per avere un confronto reale
- Gestire le eccezioni: cosa succede se un tag non viene letto o un asset esce dall’area coperta
Un consiglio: Il punto di rottura più comune nei progetti di tracciabilità non è la tecnologia, ma l’integrazione. Installare sensori e lettori senza collegare i dati all’ERP o al MES aziendale produce un silos informativo: si sa dove si trova un asset, ma non si riesce a collegare quella informazione ai costi di commessa, agli ordini di produzione o alla manutenzione programmata. Come sottolinea l’analisi sulla gestione degli asset fissi, il valore decisionale emerge solo quando il dato di tracciabilità entra nel flusso gestionale esistente.
Quali tecnologie si usano per tracciare gli asset?
La scelta della tecnologia dipende dall’ambiente operativo, dalla precisione richiesta e dal budget disponibile. Non esiste una soluzione universale: ogni tecnologia ha un campo d’uso preciso e limiti altrettanto precisi.

| Tecnologia | Portata tipica | Precisione | Costo implementazione | Uso ideale | Limite principale |
|---|---|---|---|---|---|
| Codice a barre / QR | Contatto visivo | Alta (lettura manuale) | Basso | Magazzino, inventario periodico | Richiede scansione manuale |
| RFID passivo | — | Media | Medio | Controllo accessi, prelievi automatici | Interferenze con metalli e liquidi |
| RFID attivo | — | Media-alta | Medio-alto | Asset mobili in area definita | Batteria da sostituire |
| BLE (Bluetooth Low Energy) | — | Media | Medio | Localizzazione indoor, tool tracking | Precisione limitata in ambienti affollati |
| GPS | Globale | Alta (outdoor) | Medio-alto | Fleet, asset outdoor | Non funziona indoor |
| LPWAN (LoRa, Sigfox) | Km | Bassa-media | Basso (energetico) | Asset distribuiti su vaste aree | Latenza elevata, bassa banda |
| Sensori IoT | Variabile | Alta (parametri specifici) | Variabile | Manutenzione predittiva, condizioni operative | Complessità di integrazione |
Come documentano le analisi sull’ottimizzazione della gestione delle risorse, la combinazione di più tecnologie (ad esempio RFID per il controllo accessi e BLE per la localizzazione indoor) è spesso la scelta più efficace per ambienti industriali complessi. La tracciabilità nel noleggio di attrezzature, ad esempio, mostra come tecnologie combinate riducano le perdite e migliorino la disponibilità dei beni.
Note operative su sicurezza e resilienza:
- Prevedere ridondanza dei dati: se il gateway perde connettività, il sistema deve continuare a registrare localmente e sincronizzare al ripristino
- Cifrare i dati in transito e a riposo, specialmente se il sistema gestisce informazioni su operatori e commesse
- Testare il comportamento offline prima del go-live: un sistema che si blocca senza rete non è adatto a un ambiente industriale
Cosa deve fare il software di tracciabilità: requisiti e integrazioni
Il software è il cuore del sistema. L’hardware raccoglie dati; il software li trasforma in informazioni utili. Una piattaforma come I24Manager copre le funzionalità che un responsabile operativo deve poter verificare prima di scegliere qualsiasi soluzione.
Funzionalità chiave da richiedere:
- Gestione anagrafica degli asset con identificatori univoci (codici interni, GTIN, SSCC)
- Controllo accessi per operatore, reparto e tipologia di asset
- Tracciabilità completa dei prelievi con collegamento a commessa o centro di costo
- Audit trail immutabile e consultabile per periodo, operatore o singolo asset
- Dashboard KPI configurabile con alert automatici su soglie definite
- Gestione delle giacenze con riordino automatico al raggiungimento dello stock minimo
Integrazioni necessarie:
- ERP aziendale (SAP, Microsoft Dynamics, Zucchetti, Teamsystem e altri) per allineare i dati degli asset ai processi contabili e produttivi
- MES per collegare i prelievi agli ordini di produzione in corso
- CMMS per la manutenzione: ogni evento di utilizzo deve alimentare il piano di manutenzione
- API aperte per interoperabilità con strumenti di BI o sistemi di terze parti
| Requisito | Dettaglio |
|---|---|
| Scalabilità | Deve gestire da decine a migliaia di asset senza degradazione delle prestazioni |
| Sicurezza | Autenticazione multifattore, gestione ruoli, log degli accessi |
| Multilingua | Indispensabile per stabilimenti con personale internazionale |
| SLA e supporto | Tempi di risposta garantiti per ambienti produttivi H24 |
| Gestione ID univoci | Supporto a GTIN, SSCC, codici interni e standard GS1 |
Come si implementa un sistema di tracciabilità: passi, costi e tempi
Progettare l’ambito è la fase più critica. Definire quali asset tracciare e con quale profondità informativa evita implementazioni costose che non rispondono ai bisogni reali. Non serve tracciare tutto: serve tracciare ciò che è rilevante per il rischio operativo e per i processi che si vogliono controllare.
Roadmap in cinque passi:
- Assessment dei bisogni: mappare gli asset esistenti, identificare le aree di maggiore perdita o inefficienza, definire i KPI target
- Definizione dell’ambito: scegliere ampiezza (quali categorie di asset) e profondità (quali informazioni registrare per ciascuno)
- Selezione della tecnologia: valutare le opzioni in base all’ambiente operativo, al budget e ai requisiti di integrazione
- Pilota su segmento critico: avviare su un reparto o una categoria di asset, misurare i KPI baseline e confrontarli dopo 8–12 settimane
- Rollout graduato: estendere progressivamente, con formazione del personale e aggiornamento della governance dei dati
| Fase | Durata tipica | Attività principali |
|---|---|---|
| Assessment | 2–4 settimane | Mappatura asset, analisi processi, definizione KPI |
| Progettazione e selezione | 3 settimane | Scelta tecnologia, architettura sistema, piano integrazioni |
| Pilota | 8–12 settimane | Installazione, test, raccolta dati, validazione |
| Rollout | 3 mesi | Estensione per reparti, formazione, go-live progressivo |
Fattori di costo da considerare:
- Hardware: tag, lettori, gateway, infrastruttura di rete
- Licenza software e canoni di manutenzione
- Integrazione con ERP/MES: spesso la voce più variabile e sottostimata
- Formazione del personale operativo e dei responsabili
- Consulenza per la progettazione dell’ambito e il change management
Per approfondire la tracciabilità digitale nei processi produttivi, Mgtitalia mette a disposizione risorse tecniche specifiche per ambienti industriali.

Normativa e standard rilevanti in Italia e in Europa
La tracciabilità degli asset in ambito industriale si inserisce in un quadro normativo che va conosciuto prima di progettare il sistema, non dopo. Alcune norme definiscono obblighi precisi; altre forniscono linee guida di buona pratica che influenzano le scelte progettuali.
Riferimenti normativi e standard principali:
- Reg. CE 178/2002 — stabilisce i principi generali della legislazione alimentare europea e introduce l’obbligo di tracciabilità lungo tutta la filiera, con il principio one step back / one step forward. Applicabile direttamente al settore alimentare, ma adottato come modello di riferimento anche in altri settori industriali
Come approfondisce la ricerca sulle finalità giuridiche e tecniche della tracciabilità, il valore informativo delle tracce va oltre la conformità: è la base per decisioni strategiche e per la difesa legale in caso di controversie.
Errori comuni e best practice operative
La maggior parte dei progetti di tracciabilità che non raggiungono i risultati attesi fallisce per ragioni organizzative, non tecnologiche. Conoscere gli errori più frequenti prima di avviare un progetto vale più di qualsiasi specifica tecnica.
Errori tipici da evitare:
- Ambito mal definito: tracciare tutto senza priorità genera dati inutili e costi non giustificati
- Mancata integrazione con ERP/MES: il dato di tracciabilità rimane isolato e non alimenta le decisioni operative
- Identificatori non univoci: codici duplicati o non standardizzati rendono impossibile la rintracciabilità
- Governance dei dati ignorata: nessuno è responsabile della qualità dei dati; dopo sei mesi il sistema è pieno di errori
- Formazione insufficiente: gli operatori non capiscono perché devono scansionare un tag e trovano il modo di aggirare il sistema
Best practice operative:
- Partire da un pilota su un segmento critico e misurabile, non da un rollout generale
- Nominare un owner dei dati con responsabilità esplicita sulla qualità delle registrazioni
- Standardizzare i codici identificativi prima di installare qualsiasi hardware
- Prevedere sessioni di formazione periodiche, non solo all’avvio
- Definire KPI e soglie di alert prima del go-live, non dopo
Per una checklist pratica su come migliorare la tracciabilità dei beni industriali, Mgtitalia ha raccolto i punti di controllo più utili per responsabili di produzione e logistica.
Un consiglio: La qualità dei dati si degrada nel tempo se non viene presidiata. Pianificare un audit trimestrale dei dati di tracciabilità, verificando tasso di lettura, completezza dei campi e coerenza con le giacenze fisiche, è l’unico modo per mantenere il sistema affidabile a regime. Un sistema con dati sporchi è peggio di nessun sistema: genera false certezze.
Come Mgtitalia progetta e realizza la tracciabilità degli asset
L’approccio di Mgtitalia parte dall’assessment: prima di proporre qualsiasi hardware, il team analizza i flussi di materiale esistenti, le aree di perdita e i processi che si vogliono controllare. Solo dopo si definisce l’architettura del sistema.
Componenti dell’offerta Mgtitalia:
- mDRS, mxDRS, mcDRS: distributori automatici a funzionamento rotativo per DPI, utensili e consumabili. Ogni prelievo è registrato in tempo reale con identificazione dell’operatore
- XLTools: sistema a magazzino verticale per utensili e materiali di valore, con gestione ordinata e tracciabilità completa di ogni movimentazione
- Locker intelligenti: armadi con controllo accessi per attrezzature condivise; ogni apertura è registrata con data, ora e operatore. Approfondimento disponibile nella guida ai locker intelligenti
- Cabinet: sistema per la raccolta del materiale esausto, che gestisce il ciclo di sostituzione prima dell’erogazione di nuovo materiale
- I24Manager: software proprietario che governa l’intero ecosistema, dalla gestione utenti alla reportistica, passando per il controllo delle giacenze e gli ordini automatici
Workflow tipico in un’azienda manifatturiera:
- L’operatore si autentica al distributore (badge, PIN o biometria)
- Il sistema verifica le autorizzazioni e registra il prelievo con tutti i metadati (operatore, reparto, commessa, quantità, orario)
- I24Manager aggiorna le giacenze in tempo reale e confronta il consumo con le soglie configurate
- Quando lo stock scende sotto il minimo, il sistema genera un ordine automatico verso il fornitore o il magazzino centrale
- Il responsabile accede alla dashboard e vede i KPI aggiornati: consumo per commessa, operatori con prelievi anomali, asset non restituiti
| Risultato atteso | Indicatore |
|---|---|
| Riduzione sprechi consumabili | Consumo per commessa tracciato e confrontabile nel tempo |
| Controllo furti e utilizzi impropri | Tasso di prelievi non autorizzati azzerato |
| Miglior controllo scorte | Zero rotture di stock su materiali critici |
| Audit trail per conformità | Log completo disponibile in tempo reale |
| Responsabilizzazione operatori | Ogni prelievo nominativo e documentato |
Punti chiave
La tracciabilità degli asset richiede identificatori univoci, integrazione con i sistemi gestionali e governance dei dati per generare valore operativo misurabile.
| Punto | Dettagli |
|---|---|
| Definire l’ambito prima di tutto | Scegliere quali asset e quali informazioni tracciare evita costi inutili e dati irrilevanti. |
| Integrare con ERP e MES | Senza integrazione gestionale, il dato di tracciabilità resta isolato e non alimenta le decisioni. |
| Misurare KPI dal primo giorno | Tasso di utilizzo, MTTR e tasso di smarrimento vanno rilevati prima del go-live per avere un confronto reale. |
| Formare il personale continuamente | La qualità dei dati dipende dagli operatori: la formazione non è un evento unico ma un processo. |
| Mgtitalia come punto di partenza | Hardware modulare e I24Manager consentono di avviare un pilota misurabile e scalarlo progressivamente. |
La tracciabilità come leva strategica per l’industria del futuro
C’è un equivoco diffuso che vale la pena correggere: molti responsabili trattano la tracciabilità degli asset come un progetto IT, da delegare al reparto sistemi informativi. È un errore di categoria. La tracciabilità è un progetto organizzativo che usa la tecnologia come strumento, non come fine.
L’integrazione con l’intelligenza artificiale per la manutenzione predittiva, la crescita dei sistemi RTLS (localizzazione in tempo reale) e l’espansione delle reti LPWAN per asset distribuiti su vaste aree sono trend reali e già presenti in molti stabilimenti italiani. Ma nessuna di queste tecnologie produce valore se l’organizzazione non ha prima risolto il problema di base: chi è responsabile dei dati, come vengono raccolti e come entrano nei processi decisionali.
Il cambiamento culturale richiesto è più profondo di quanto sembri. Un operatore che per vent’anni ha prelevato utensili da uno scaffale aperto non vede immediatamente il valore di autenticarsi a un distributore automatico. Il sistema funziona quando quella persona capisce che il dato che genera protegge anche lei, non solo l’azienda. Questo è il lavoro di change management che distingue un’implementazione riuscita da un sistema abbandonato dopo sei mesi.
La tracciabilità come asset strategico, non come adempimento, è la prospettiva che separa le aziende che usano i dati per decidere da quelle che li raccolgono senza saperli leggere.
Mgtitalia per la tracciabilità degli asset in azienda
Chi gestisce materiali, utensili o DPI in un contesto industriale strutturato conosce il problema: i consumi ci sono, ma non si riesce a capire dove finiscono. Mgtitalia risolve questo problema con un sistema integrato che combina hardware modulare e software proprietario I24Manager, progettato specificamente per ambienti produttivi con operatori multipli, turni e commesse diverse.

La differenza rispetto a una soluzione generica è concreta: ogni prelievo è nominativo, ogni consumo è collegato a una commessa o a un centro di costo, ogni anomalia genera un alert prima che diventi un problema. Non si acquista un macchinario, ma un sistema di controllo che cresce con l’azienda.
Per capire come strutturare la gestione dei materiali in modo tracciabile e misurabile, la guida pratica su come ottimizzare la gestione materiali in azienda è il punto di partenza. Per chi vuole vedere il sistema in funzione nel proprio contesto, è possibile richiedere un assessment direttamente a Mgtitalia.
Fonti utili e riferimenti normativi
Le risorse elencate qui sono quelle citate nell’articolo e costituiscono la base documentale per chi vuole approfondire o progettare un sistema di tracciabilità conforme agli standard italiani ed europei.
| Risorsa | Contenuto | Dove trovarla |
|---|---|---|
| Reg. CE 178/2002 | Principi generali della legislazione alimentare europea, obbligo di tracciabilità | EUR-Lex (eur-lex.europa.eu) |
| Fondamenti GS1 sulla tracciabilità | Definizioni normative, principio one step back/forward, standard identificativi | gs1it.org |
| Guida alla tracciabilità (Conagrogroup) | Progettazione dell’ambito, ampiezza e profondità del sistema | conagrogroup.it |
| Tracciabilità e rintracciabilità (CNOS-FAP) | Distinzione pratica tra i due concetti, flusso informativo | cnos-fap.it |
| Asset Tracking e supply chain (Innovation Post) | Tecnologie RFID, BLE, GPS, RTLS e KPI operativi | innovationpost.it |
| Fixed asset management (IBM) | Integrazione dati con ERP/MES, ciclo di vita degli asset | ibm.com |
| Asset Tracking (Biblus ACCA) | Funzionalità tipiche dei sistemi, benefici operativi | biblus.acca.it |
| Tracciabilità in produzione (Omron) | Dati di qualità, macchine e operatori oltre alla posizione | industrial.omron.it |
| Tracciabilità agroalimentare: finalità e modelli (Roma Tre) | Finalità giuridiche e tecniche, valore informativo delle tracce | romatrepress.uniroma3.it |
Un consiglio: Per progettare un sistema conforme, partire dal Reg. CE 178/2002 e dalle linee guida GS1 fornisce una base metodologica solida anche per settori non alimentari. Gli standard ISO 9001 e ISO 22005 completano il quadro per chi opera in contesti con requisiti di qualità certificata.
Domande frequenti
In cosa consiste la tracciabilità degli asset?
La tracciabilità degli asset è la registrazione continua e strutturata di ogni evento legato a un bene aziendale (posizione, prelievo, utilizzo, manutenzione, restituzione), con l’obiettivo di rendere misurabili e controllabili i flussi di materiale all’interno dell’organizzazione.
Qual è la differenza tra tracciabilità e rintracciabilità?
La tracciabilità è un processo proattivo che registra i dati in tempo reale durante le operazioni; la rintracciabilità è la capacità di ricostruire a ritroso il percorso di un bene partendo da un evento specifico, come un guasto o un audit.
Che cos’è un asset in ambito aziendale?
Un asset è qualsiasi bene fisico di proprietà o in uso all’azienda che ha un valore economico, operativo o strategico: utensili, attrezzature, DPI, macchinari, veicoli, strumenti di misura e consumabili critici.
In cosa consiste il monitoraggio degli asset?
Il monitoraggio degli asset è la fase operativa della tracciabilità: consiste nel rilevare in tempo reale lo stato, la posizione e l’utilizzo di ogni bene attraverso tecnologie come RFID, BLE, GPS o codici QR, con i dati centralizzati in un software di gestione.
Come si avvia un inventario degli asset in azienda?
Si parte dall’identificazione fisica di tutti i beni rilevanti, assegnando a ciascuno un identificatore univoco (codice interno, GTIN o tag RFID). I dati vengono poi centralizzati in un sistema gestionale che consente di aggiornare le giacenze in tempo reale a ogni prelievo o movimentazione. Mgtitalia supporta questo processo con hardware modulare e il software I24Manager.
